Che cos’è Fotografatè? Un appuntamento fisso (con cadenza mensile) organizzato dal laboratorio di fotografia FuoriFuoco. Prendendo ispirazione da un bel progetto avviato qualche tempo fa, quello della sala da tè, abbiamo deciso di ritirare fuori tazze e teiere per accompagnare la proiezione di un film o un documentario a tema fotografico.Cosa c’è di meglio del tè (e non solo), dolci, chiacchiere e tanta allegria per riscaldarci dal freddo e combattere la noia della domenica pomeriggio?
DOMENICA 23 si riparte con un omaggio a Gianni Berengo Gardin, un grande maestro che ci ha lasciato questa estate. In piena pandemia, in occasione dei suoi 90 anni, Berengo Gardin ha voluto intraprendere, insieme alla figlia Susanna, un viaggio nella memoria. Ed è così che i ricordi, le storie, i luoghi e soprattutto le persone hanno preso vita nella bellissima autobiografia “In parole povere” e in questo documentario che ne segue la stesura. Il ritratto di un uomo di poche parole, appunto, che ha affidato ai suoi scatti il compito di raccontare il suo punto di vista. Il ritratto di un uomo che con grande attenzione e sensibilità, ha saputo raccontare come nessun altro sessanta anni di storia del nostro paese.
«Una fotografia è inutile quando non comunica niente. Se non ha niente da comunicare è inutile farla». Gianni Berengo Gardin
Domenica 23 novembre Dalle 17 Sala da tè A seguire proiezione del documentario “Il ragazzo con la Leica. 60 anni d’Italia nello sguardo di Gianni Berengo Gardin” di Daniele Cini e Claudia Pampinella (Italia 2021, 60′)
In questo territorio è in atto una sperimentazione. Iniziata come vertenza per la riapertura di Villa Tiburtina, polo sanitario pubblico del quartiere chiuso da 10 anni, come Casa di Comunità, nel tempo la mobilitazione è evoluta e si è articolata su diversi fronti.
Attraverso l’attività dello Sportello Sanitario Mammut, delle realtà sociali e delle associazioni attive in questo quadrante, sono emerse tante, troppe problematiche inerenti l’ accesso e la reale fruibilità dei servizi sociosanitari pubblici.
Le liste d’attesa interminabili, le mancate prese in carico, la non comunicazione tra agenzie pubbliche sono solo alcuni temi di un sistema che ostacola, più che prevenire, curare.
Partendo dall’osservazione di questi processi e dalla raccolta dati, abbiamo deciso di provare a intervenire su un livello più strutturale. Nasce così la Comunità Territoriale Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal De’ Pazzi, costituita da 17 associazioni, comitati, spazi sociali e singole persone che da anni operano sul territorio.
Obiettivo principale della Comunità è l’istituzione di un microdistretto, unità amministrativa più piccola di un Municipio dove costituire un tavolo di confronto permanente tra tutte le entità coinvolte nella pianificazione socio-sanitaria: IV Municipio di Roma Capitale, Azienda Sanitaria Locale RM2, istituzioni locali, Casa di Comunità, realtà sociali.
Un esperimento per dare sostanza alla partecipazione dal basso nell’orientamento delle politiche socio-sanitarie, tanto sbandierata sulla carta quanto scarsamente applicata nel mondo reale.
Fuori mercato nasce da questi semi. Per confrontarsi, capire, dotarsi degli strumenti, esaminare dati per una sanità fuori dalle logiche di mercato. Valutare cosa ci aspetta nel prossimo futuro e condividere buone pratiche.
Nel 2024 l’ISTAT segnala che quasi un italiano su dieci (9,9 %) ha rinunciato a curarsi a causa di liste d’attesa troppo lunghe, costi o difficoltà logistiche: parliamo di circa 5,8 milioni di persone. La causa principale è proprio la lunghezza delle liste d’attesa — indicata come motivo da ben il 6,8 % della popolazione, in aumento rispetto agli anni precedenti.
Eppure il governo per bocca del ministro Schillaci continua a sostenere che il sistema sanitario nazionale stia reggendo e che il problema delle liste d’attesa sia “in via di contenimento”. Mentre in più regioni emergono casi concreti di blocchi delle prenotazioni, agende chiuse, e falsificazioni dei dati sulle liste d’attesa. In alcuni ospedali addirittura le agende sono saturate artificialmente da prenotazioni “fantasma” per dirottare le risorse sull’intramoenia, rendendo impossibile l’accesso per chi realmente necessita.
In un paese in cui il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione, non è accettabile che la scelta sia così discriminatoria. Gli anziani, le donne e chi vive in territori svantaggiati, come Sud e aree interne, risultano i più penalizzati. Se incrociamo questo dato con il rapporto ISTAT sulla povertà, che segnala 5,7 milioni di individui in povertà assoluta, la situazione è drammatica. Il dato è chiaro: chi è povero non può curarsi. Come possono il governo Meloni e i suoi sodali sbraitare in televisione, rivendicare efficienza e investimenti, quando le persone rinunciano alle cure?
Occorre un impegno concreto, trasparente e misurabile per ridurre i tempi, monitorare i “trucchetti” e restituire dignità al diritto alla salute. Occorrono investimenti certi e stabili sulla sanità pubblica, territoriale, gratuita. Occorre una collaborazione stabile con le realtà territoriali per pianificare capillarmente le politiche socio-sanitarie. Non c’è più tempo, bisogna farlo ora.
Gli “SCAPPATI di”… nascono come compagnia con l’intento di unire le arti in un variegato spettacolo di narrazione, teatro e burattini accompagnati da musiche suonate e cantate dal vivo. Il fil-rouge che s’incastra tra le trame di testi noti che vedrete sul palco è rappresentativo della vita di noi tutti…la commedia, la gioia, la follia, l’amore, il paradosso, la paura, la libertà, la morte e quindi LA VITA onorata e festeggiata con le danze finali!
Casale Alba 2 Parco di Aguzzano Via Gina Mazza Bus 311-341-350 Metro B Rebibbia
In occasione del 50esimo anniversario dalla morte di Pasolini, a due passi dalla piazza Lino Ferriani a Rebibbia dove trascorse tanti momenti della sua vita, uno spettacolo che non è solo liturgia del ricordo. Siamo un mondo che non è un in grado di confrontarsi col pensiero di Pasolini, martoriati dalla morte, dal dolore, dal buio che ognuno porta dentro di sé.
Ma la poesia è memoria che si fa parola e che manifesta paesaggi, orizzonti, sogni, futuri da immaginare ancora e ancora e ancora.
Vogliamo quindi dedicare una serata alla poesia di Pasolini attraverso l’incontro fra le sue lingue, il friulano, la lingua dei tigli, dell’acqua e della nostalgia, e l’italiano, la lingua della paura, della città, della rabbia.
Lo faremo insieme ad Anutis, quartetto internazionale al femminile, e Silvio Parrello, _er pecetto_ di “Ragazzi di vita”. Un incontro che riempie le orecchie di musica, che emoziona. Non c’è nessuno oggi in Italia che reciti la poesia di Pasolini come lo fa lui.