In Italia la crisi pandemica ha posto con forza sotto gli occhi di tutti/e non solo le carenze del SSN, ma i limiti strutturali di questo modello di sanità.
Negli ultimi decenni la sanità pubblica è stata resa sempre più simile ad un’azienda, dove il contenimento dei costi di esercizio (a tutto vantaggio del profitto dei privati) è divenuto la priorità sopra la salute delle persone.
Nel frattempo le riforme dei vari governi hanno favorito il sostegno pubblico alla sanità privata e tagliato miliardi di euro al SSN le cui conseguenze sono la chiusura di ospedali, l’assenza di presidi territoriali, le mancate assunzioni e un depotenziamento costante a fronte di una popolazione sempre più fragile e ammalata.
esigenze del sistema economico. A questo modello noi contrapponiamo un concetto di salute olistico: per noi la salute non è solo assenza di malattia ma una condizione di benessere fisico, psicologico e sociale complessivo. La cura non è solo l’eliminazione della patologia, ma dovrebbe essere applicata alla persona nel suo complesso, e soprattutto dovrebbe prevenire le condizioni di nocività che portano l’insorgenza delle malattie.
E mentre si continua a smantellare la sanità territoriale, a chiudere gli ospedali e i presidi sanitari, si continua a finanziare la guerra e le spese militari.
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