Troppo da perdere.
In un tempo in cui le città diventano sempre più chiuse e inaccessibili, non è scontato riconoscere quanto gli spazi sociali siano preziosi.
L’esistenza di questi spazi riguarda la possibilità di incontrarsi, creare, crescere, condividere. Riguarda il diritto a vivere in quartieri in cui la socialità non sia un lusso. Riguarda la costruzione di comunità con pazienza e ostinazione: attraverso lo sport popolare, la cultura indipendente, la condivisione di saperi, l’invenzione di modi nuovi per stare insieme. Luoghi che sanno trasformare l’ordinario in possibilità, che permettono a chiunque di trovare un posto, un tempo, una voce.
E’ complesso, oggi, affermare l’importanza di ciò che non produce profitto, ma legami; di ciò che non genera consumo, ma condivisione; di ciò che non si limita a esistere, ma si prende cura. Detto altrimenti, affermare un’idea di città possibile.
L’onda lunga del governo Meloni ha fatto dell’attacco ai migranti, ai movimenti, ai sindacati e agli spazi sociali il proprio nemico interno preferito. La minaccia agli spazi di questa città, da Spin Time a ZK, da Laurentino 38 a Quarticciolo, dalle occupazioni abitative alle case popolari, si ricollega a uno scenario nazionale preoccupante. Askatasuna a Torino, Leoncavallo a Milano, quartiere Pilastro a Bologna. E poi il decreto Caivano, il DL sicurezza, il DL antisemitismo, la repressione delle flotille. Lo dicevamo in occasione del referendum: c’è una svolta autoritaria in corso. La vittoria del NO è un buon segnale, necessario ma non sufficiente. Tanto nei partiti al governo quanto in quelli all’opposizione c’è la tendenza a considerare questi spazi come problemi di ordine pubblico.
Bisogna ribaltare il tavolo, e bisogna farlo subito.
Per questo esprimiamo piena solidarietà a @loa_acrobax . Non limitiamoci a difendere, riaffermiamo un’altra idea di città. In un mondo improntato alla guerra permanente, questi spazi sono punti di ripartenza.
Stringiamoci, insieme, con Micio, Antonio e Renato.
Ci vediamo mercoledì 25 alle 18.30 ad Acrobax, il 28 alle 14 in piazza No Kings e il 29 di nuovo ad Acrobax per la giornata di porte aperte.
Giù le mani dagli spazi sociali!

